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Castello di Strozzavolpe (SI)

Cenni sul Castello di Strozzavolpe :

Il castello fu costruito da Benuccio da Salimbeni durante la prima metà dell’XI secolo su una collina, in posizione strategica, all’incrocio tra la Cassia e la via Francigena. Venne nominato per la prima volta nel 1154 in un documento di Abbadia a Isola, una frazione del comune di Monteriggioni in provincia di Siena, nel quale si parlava del castello di Scoriavolpe. Il fantasma della volpe Una leggenda racconta che il fantasma di una volpe si aggiri attorno al castello nelle notti di luna piena. Questo fantasma vaga nei terreni della fortezza a causa di Bonifacio IV di Toscana che, si racconta, si ostinò a far costruire questo edificio nonostante nei paraggi, all’epoca, vi fosse una volpe che sembrava mettere in fuga anche i cavalieri più coraggiosi. Iniziò così una vera e propria caccia alla volpe, ma invano visto che l’animale sembrava sfuggire ad ogni tipo di inseguimento prendendosi gioco anche dei più abili cacciatori. Sembra addirittura che la volpe tenesse lontani gli avventurieri sputando loro fuoco dalla bocca. Bonifacio, stufatosi dell’animale, decise così di nascondersi nel bosco per tenderle un agguato. La trappola riuscì e l’animale fu strozzato da un laccio. Poco dopo la morte della volpe, un mago predisse a Bonifacio IV di Toscana che il castello sarebbe durato tanto quanto il corpo dell’animale. Si provvedette così a farlo imbalsamare e al suo interno fu riversato dell’oro fuso. Il corpo fu nascosto nelle fondamenta del castello, in un luogo segreto dove nessuno sarebbe riuscito a trovarlo, e tre cavalieri furono messi a guardia del “tesoro”. Secondo una più recente leggenda, sul finire dello scorso secolo, un muratore riuscì a trovare un bottino ma appena lo prese in mano fu scacciato dai fantasmi dei tre cavalieri anticamente messi a guardia di quel luogo. Leggenda di Cassandra De Franceschi Un’altra leggenda narra che nella “camera rossa” del palazzo fu trovata Cassandra De’ Franceschi, moglie di Giannozzo da Capparello, in compagnia del suo amante, un paggio del marito. Quest’ultimo li scoprì e li murò vivi nelle mura della stanza. Tutt’oggi si racconta che i fantasmi dei due amanti si aggirino all’interno del castello.

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